Essere Exchange Student in Corea del Sud – pt. 2


Outfit
Ho già parlato ampliamente delle abitudini modaiole dei coreani in Essere Exchange Student in Corea del Sud – pt. 1, ma sento il dovere di aggiungere un paio di cose.
Già, perché la capacità dei coreani di passare dalle famose ciabatte da doccia a strisce (di cui includiamo una foto) ai tacchi alti è davvero impressive. Non è raro infatti passeggiare non solo per il campus (che, ricordiamo, è totalmente in salita) ma anche per strada e trovare gente in tuta, calzini e ciabatte di plastica a fianco a gente in camicia (ovviamente super-accollata) e tacchi.
TACCHI.


Bisogna volersi male per sperare di salire al Suseon Hall, l’edificio più in alto, con i tacchi, magari alle 9 di mattina. E persino per strada o nella metro spesso si vedono delle povere coreane che traballano su questi trampoli nel tentativo di riuscire a trascinarsi per strada.
Ma come ha saggiamente detto Dan di fronte al dibattito etico riguardo al cedere o meno il posto in metro ad una povera coreana traballante, se una è causa del suo mal forse un po’ se l’è cercata e mo si becca le conseguenze.
Non importa se ciò succede a Milano o a Seoul.
Nessuna pietà.

Kakaotalk e strane emoticon
Non pensate di venire in Corea se non avete idea di che cosa sia e/o non avete ancora scaricato Kakaotalk.
Che cos’è? Kakaotalk è la versione coreana di WhatsApp, la più famosa app di messaggistica istantanea in occidente.
Ogni coreano ha Kakaotalk sul proprio coloratissimo smartphone, mentre pochi di loro sanno cosa sia WhatsApp; ne scampano giusto quelli che hanno conosciuto gente occidentale e/o sono stati dall’altra parte dell’oceano, quindi una minima parte.
In realtà Kakaotalk, il cui colore dominante è il gallo, conta solo minime differenze con la versione nostrana, come la possibilità di scaricare la versione per pc tramite cui inviarsi file fino a 100 MB.

Ma la cosa più strana tra le due app sorelle è sicuramente la differenza delle emoticon, ovvero le faccine che è possibile inviarsi.
Mentre su WhasApp troviamo i famosi smiley gialli più qualche altra mini-immagine a tema floreale, animale o vita quotidiana, la versione orientale conta le famose e temutissime emoticon coreane, famose in tutta la penisola, capaci di espressioni e gesti che noi occidentali non possiamo neanche immaginare.

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Non è raro infatti vedere i coloratissimi “personaggi” di Kakaotalk trasformarsi in adesivi, lucidalabbra, spazzolini, cover per il telefono, torte a tema e molto altro ancora, in quanto dei veri e propri eroi nazionali.
La cosa stramba è che a quanto pare non sono solo semplici personaggi da tastiera, ma ognuno di loro ha un nome e pure una storia e un suo carattere/peculiarità, come spiega questo articolo sui Kakaotalk Friends.

Quantomeno ho appena scoperto che il personaggio rosa non voleva essere un sedere gigante, ma bensì una pesca.
Mi pareva strano.

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Le cover
Sì, lo stereotipo è totalmente vero in questo caso: molti coreani (le ragazze più dei ragazzi in realtà) possiedono una cover per il telefono di quelle giganti e supercolorate. Le più gettonate sono quelle dei Minion o di orsetti con tanto di orecchie, ma è possibile trovare qualsiasi animale e/o cosa a patto che sia grande non meno di 10 cm e visibile a occhio nudo a 100 metri di distanza.
Probabilmente non ritengono necessario riuscire a infilarsi il telefono in tasca, in fondo ognuno ha le sue priorità.

Ah, e si dice “Sam- so/an” (nella seconda sillaba la vocale è un incrocio tra la a e la o), perchè se dite “Samsung” qui non vi capirà nessuno.
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Pulizia nelle strade, bidoni e riciclaggio
Una delle prime cose che ho notato una volta arrivata in Corea è stata la quasi totale assenza di bidoni lungo le strade.
E’ incredibile: puoi ritrovarti a camminare per centinaia di metri prima di incontrarne uno, eppure le strade sono estremamente pulite (certo, fatta eccezione per quartieri come Hongdae e Itaewon, i quartieri dei club, durante i weekend).
Ho fatto una settimana che a ogni coreano che beccavo gli urlavo commossa: “Ma lo sai che se in Italia fai una cosa del genere ti ritrovi invaso di monnezza? Lo sai??”, e ogni tanto lo faccio pure ora perchè è una delle cose più irreali.

L’unica cosa che si può trovare sono sacchetti delle immondizie chiusi parcheggiati ai lati delle strade in attesa della raccolta porta a porta, ma per il resto riuscire a trovare un posto dove gettare il tuo caffè take-away o la carta dello snack può diventare problematico.
E anche quando lo trovi le cose non migliorano: nella maggior parte dei casi si tratta di un rettangolo di metallo con all’interno due cestini la cui unica distinzione è “Recycle” (Roba da reciclare) e “Waste” (Spazzatura).
Il punto è: metti anche che trovo quello dove le due scritte sono in inglese e non solo in coreano, che già è un miracolo, come faccio io, straniero, a sapere cosa e come si ricicla in Corea, quando anche in Italia spesso cambia da città a città?

La cosa strana è che comunque, a vedere dai cartelli sui bidoni della
I-House, manco loro sembrano così convinti di come si faccia:

Bidone n. 1: “Trash”
Bidone n.2: “Cans, Glass, Plastic Bottles”
Bidone n.3: “Paper, Plastic Bags”

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La couple culture e gli appuntamenti – Trovarsi il fidanzato in Corea
Vivere in Corea non è per niente facile.
E non solo per tutte le pressioni della società riguardo ai voti, alla scelta dell’università o al trovare un lavoro, ma soprattutto per la loro couple culture, ovvero il loro modo di vivere le relazioni.
Il pilastro di tutto ciò è uno solo: se sei single sei un povero sfigato.
Non importa che tu abbia 20 anni e ancora tanto ma tanto tempo da passare in vita e soprattutto con un’altra persona a romperti le palle: se sei da solo la gente, soprattutto la famiglia, comincerà a preoccuparsi seriamente per te e per il tuo futuro da zittela, temendo una tua sicura trasformazione nella gattara dei Simpson a causa della mancanza di un compagno/a.
Proprio per questo non solo c’è così tanta enfasi sui matching clothes (vedi Essere Exchange Student in Corea del Sud – pt. 1), ma addirittura qui esistono le campus couples, ovvero le coppiette del campus, cioè che frequentano la stessa università.
La tragicomica conseguenza di tutto ciò è che anche qui probabilmente le persone si mettono insieme un po’ a caso ogni tanto, ma mentre i maschi nostrani hanno ben chiaro il loro obiettivo quando si buttano in una relazione senza troppa enfasi, gli uomini coreani non lo fanno per sfogare i loro istinti primordiali ma per poter mostrare a tutti che non sono dei poveri loser (sfigati) perchè pure loro hanno trovato la ragazza.

Ho provato a indagare attraverso le mie fonti riguardo a questo aspetto, uno tra i più diversi dalla cultura occidentale e sicuramente con un grande effetto in quello che è il rapporto uomo/donna nella cultura coreana.
Innanzitutto, avere una ragazza è talmente importante e oggettivamente riconosciuto quale uno tra gli obiettivi primari nella vita, che i coreani sono coscienti del fatto che l’amico di turno, una volta trovata la tanto attesa morosa, li abbandonerà spudoratamente per andare a giocare a Barbie e Ken che si vestono uguali.
Ma non solo questa usanza sociale comune a tutte le popolazioni di neofidanzati viene accettata senza dire nulla in Corea, addirittura sembrerebbe che questo sia considerato il comportamento corretto qui, perchè la fidanzata e l’essere in una relazione vengono prima di tutto.
Ho allora cominciato a chiedere se tra i giovani coreani fosse diffusa la pratica dell’hook up/ one night stand; insomma se a questi, che tanto sembrano dei santarellini, capiti mai di tornare a casa accompagnati dopo una notte di baldorie, dal momento che ogni tanto durante il weekend non sono ridotti poi troppo bene.
Da quello che mi dicono le fonti consultate, sembrerebbe che capiti anche ai coreani di essere così altruisti da ospitare donzelle (e viceversa) per la notte, ma a quanto pare non è un comportamento diffuso ma anzi è fonte di imbarazzo e quasi vergogna, e per questo va tenuto nascosto il più possibile.
Insomma, mentre orde di ragazze occidentali si alzano la domenica mandando note vocali e/o messaggini alle amiche con frasi del tipo “Oh mamma, non ci credo, ieri ho fatto beneficenza un’altra volta”, mentre gli uomini si incontrano al bar con gli amici schiaffandosi un bel 5 a vicenda e urlando “Evvai, me la sono fatta!” , in Corea non solo tutto ciò è totalmente improbabile, ma l’avventura di una notte diventa uno di quei segreti da portare nella tomba.
Mi chiedo come facciano a farsi i papiri a vicenda quando la gente si laurea se non hanno nulla con cui sputtanarsi, ma questo magari sarà il mio prossimo sondaggio.

Un’altra domanda che ho posto alle mie spie riguarda come funzionino gli appuntamenti qui in Corea. Insomma, se uno deve avere la morosa a tutti i costi dovrà pur conoscerla in qualche modo, e non mi pare che ‘sti coreani siano molto intraprendenti.
Il modo più comune per conoscere aspiranti reggimano sembrerebbe essere l’avere amici capaci di organizzare un appuntamento al buio con un altro loro conoscente anche lui attualmente bloccato al livello “Non mi caga nessuno”.
X è single, ma ha degli amici che conoscono Y, che è single e potenzialmente compatibile, e quindi organizzano loro un bell’incontro per farli conoscere e cercare di portarli verso la salvezza eterna a cui solo le coppie possono aspirare.
Sta da vedere come poi questi due, sicuramente timidissimi, riusciranno a comunicare. Magari finiscono per stare insieme perchè nessuno ha la forza di dire no! Aspetta, ma come fanno a mettersi insieme, che probabilmente nessuno avrà il coraggio di toccare l’argomento?!
Comunque, la mia prima reazione è stata sicuramente di perplessità, la perplessità che ti assale quando pensi alla possibilità di ricorrere a un appuntamento combinato e organizzato proprio così a tavolino prima dei 40 anni.
Dopo un po’ però è andata forse peggio, perchè tutto ciò m’ha ricordato quella volta che un amico mi raccontava che la sua famiglia stava cercando un maschio di Carlino con cui far fare i cuccioli alla sua cagna.
Ma anche qui, forse non si possono paragonare le due cose; quantomeno non adesso che mi sto chiedendo se, dal momento che anche un appuntamento diventa una faticata qui in Corea, non sia che i figli alla fine li fanno per email, o via Skype.

Ma c’è di più: per gli omosessuali la vita è forse ancora più difficile.
Non solo perchè, come per gli eterosessuali, la possibilità di essere approcciati dal vivo è davvero scarsa, ma anche perchè gran parte del rituale di incontro si svolge – e per lungo tempo- via internet. Già, le app di incontri la fanno da padrone qui, e la situazione più comune è la seguente: esci la sera, vai in un locale, passi la tua serata, e il giorno dopo ti ritrovi subissato di messaggini di gente che tramite app ti fa sapere di averti visto nel locale il giorno prima.
Allarme stalker, allarme stalker!
E dire che io pensavo fossero gli uomini italiani quelli che non si muovono, ma a quanto pare pure qui non sono messi bene.
E bravo mòna, se m’hai visto potevi anche venirmi a parlare no??

E poco importa se sei tra i coreani illuminati, soprattutto quelli che hanno viaggiato o che hanno vissuto all’estero, o uno straniero, e non vuoi farti schiacciare da questa assurda pressione sociale: vivere da single in Corea non è per niente facile.

Come ti ricorda tutti i giorni il supermercato, ad esempio quando ti tocca comprare la confezione da 30 rotoli di carta igienica perchè quelle più piccole non le vendono.

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